Prelievo forzoso dal conto corrente: cosa rischiano i nostri risparmi?

I nostri risparmi sono a rischio di prelievo forzoso? (ph: Marigliano.net)

Tra gli italiani, soprattutto ora che si fanno i conti con la crisi nata con il Covid19, serpeggia l’ipotesi di un prelievo forzoso dai conti correnti nonostante ci siano pareri contrastanti e le rassicurazioni del governo (NotizieOra.it)



In questi giorni in cui il governo sta prendendo in prestito cifre esorbitanti di denaro dall’Europa, da enti pubblici e privati, si insinua tra gli italiani il timore di un ritorno al prelievo forzoso sui conti correnti, un po’ come accadde nel 1992 durante il governo Amato. Per il nostro debito pubblico infatti, si stima una crescita dal 135% del Pil a valori che raggiungono il 160% (quando di norma, in base ai parametri di Maastricht, il rapporto debito/Pil non dovrebbe superare il 60%!), e soldi in più farebbero sicuramente comodo al governo per ripagare la spesa pubblica. Ma qual è il rischio di un prelievo forzoso che, stando ad alcuni, potrebbe essere pari al 10 per mille sui depositi? Ci sono diverse opinioni a riguardo. 

Antonio Martino: la guerra ai contanti è il preludio al prelievo forzoso


Partendo dai pareri più negativi, per l’ex Ministro degli Esteri e della Difesa Antonio Martino, non dobbiamo fidarci delle parole tranquillizzanti del governo che esclude interventi sui risparmi o tasse patrimoniali. Per lui in realtà, lo stesso Piano Colao che prevede di ridurre l’uso del contante ed incentivare le transazioni elettroniche, è la prova che prima o poi avverrà un prelievo forzoso sui conti correnti che potrebbe aggirarsi intorno al 10 per mille. Questo significa che ogni 1000€ depositati, lo Stato ne preleverebbe 10€. Del resto, una situazione analoga si era già verificata nel 1992, quando il Governo Amato per scongiurare un’ulteriore svalutazione della lira all’epoca dello Sme, prelevò forzosamente il 6 per mille dai conti correnti.



Secondo altri esperti, il rischio di un prelievo forzoso sarebbe ancora maggiore se le risorse previste dal Recovery Fund tardassero ad arrivare. Questo fondo prevede per l’Italia ben 172 miliardi da spendere in investimenti e riforme ben determinati, ma di questi 90 miliardi andranno restituiti con gli interessi entro il 2058.

Prelievo forzoso sul conto corrente: in realtà il rischio è pari a zero

Secondo pareri più ottimistici invece, un prelievo forzoso sarebbe improbabile e vengono citate a dimostrazione di ciò due motivazioni effettivamente ragionevoli: la prima è che un prelievo forzoso dovrebbe essere prima approvato dalla maggioranza parlamentare, maggioranza che all’epoca di Amato c’era e di cui oggi invece non c’è traccia; la seconda, che prelievi dello 0,6% come nel 1992 costituirebbero delle entrate comunque insufficienti. 

Secondo alcuni esperti di risparmio, la paura per un prelievo forzoso improvviso va a tutto vantaggio di banche e consulenti finanziari, che in questo modo riescono a propinare ai clienti dei prodotti finanziari e previdenziali costosi e ad alto rischio.

Inoltre, come fa notare Antonio Tajani, i titoli di Stato che sono stati collocati sul mercato negli ultimi mesi hanno fatto calare lo spread, il che significa che ci stiamo già muovendo nella giusta direzione e che del prelievo forzoso o di patrimoniali non c’è assolutamente bisogno.

Diversa è l’opinione di Carlo De Benedetti almeno per quanto riguarda la patrimoniale, che potrebbe risolvere le disuguaglianze sociali.

Prelievo forzoso sul conto corrente: come difendersi



Come abbiamo visto, le opinioni su un eventuale prelievo forzoso sono contrastanti, ma come potremmo difenderci nell’eventualità che accada sul serio?

A rigor di logica i prelievi non verrebbero applicati a tutti ma solo a partire da una certa soglia di importo che potrebbe aggirarsi sui 5000€, per cui un consiglio potrebbe essere di non lasciare nel conto importi maggiori e investire i contanti rimanenti in titoli italiani o esteri. 

Aprire un conto corrente estero potrebbe essere un’altra soluzione, tenendo a mente che se la quantità depositata supera i 5000€ va inserita nella dichiarazione dei redditi.

(Articolo di V. Alessandretti da NotizieOra.it)


seguici e condividi:

                      

Share

Iscriviti alla Newsletter di Giorno e Notte News:

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner

Commenti